I cani pensano? Cosa pensano? Quanto pensano?

La risposta è sì, i cani pensano, pensano tanto, ragionano ed elaborano strategie vincenti marcate sopratutto dall’esperienza, dall’ambiente in cui vivono, e dalle emozioni.

Sicuramente l’elenco delle esperienze sopra riportate è molto esiguo ma ciò per non annoiare il lettore.

Verranno pubblicati sicuramente approfondimenti a riguardo.

Per sviluppare la cognitività del cane ed accrescere la propria autonomia e capacità di pensiero viene sviluppato Talking Dog e un metodo di lavoro che c’è dietro al funzionamento di questo semplice dispositivo.

Il processo di apprendimento è basato fondamentalmente sulle doti che il soggetto possiede già in natura, ne raccoglie questa eredità e l’amplifica portando il cane a ragionare su ciò che è, senza andare a costruire comportamenti ” Innaturali ” .

Per capire meglio il pensiero del cane e i suoi complessi collegamenti bisogna comprendere alcuni elementi che la scienza negli anni ha portato alla luce.

Il cane nel suo patrimonio genetico è un insieme di esperienze e motivazioni.

Le esperienze sono tutte quella serie di circostanze casuali e indotte che portano il cane ad assimilare una determinata situazione sia in maniera positiva che in maniera negativa.

Le motivazioni invece sono un insieme di doti genetiche che ogni singolo possiede.

Talking Dog fa da collante tra le esperienze e le motivazioni inserendosi in un complesso strutturale in modo semplice.

Le Motivazioni o Bisogni verranno suddivise in due gruppi principali Primari e Secondari.

Nei bisogni primari troviamo tutto ciò che è necessario all’individuo per la sopravvivenza come Mangiare, Bere, Espletare bisogni fisiologici e dormire, predare un oggetto o un vivente( comportamento border line ).

I Bisogni secondari invece, sono quel gruppo di bisogni che di contorno vanno ad operare affinché diano compiacimento alla vita del cane.

Oggigiorno il contesto sociale in cui il cane vive è strettamente legato ad ogni nostra decisione che sia quella del mangiare, del fare una passeggiata, di andare a giocare con una pallina e lui adatta la sua esistenza al nostro modo di agire, di parlare e ai nostri movimenti, andando ad arricchire la sua esperienza personale ed in particolare le sue 4 memorie.

Le memorie del cane 

Memoria Uditiva, memoria olfattiva, memoria, visiva e memoria tattile, ogni singolo giorno, ogni singolo secondo di un cane che fa esperienze sia in ambiente domestico che in esterna, favoriscono l’arricchimento di queste memorie naturali

In taluni contesti generano un tipo di sensazione chiamato ” Senso di aspettativa” succede d’altronde lo stesso anche per noi.

Per quanto riguarda i cani che vivono in casa, loro imparano le abitudini dell’uomo, gli orari di rientro da lavoro, quando è ora di uscire a fare la passeggiata o quando è il momento di partire in automobile per qualche meta, conoscono perfettamente la morbida sensazione del letto di casa e il rumore della vostra auto a Km di distanza. Tutto questo genera aspettative, e se cerchiamo di scendere ancora più in profondità nei pensieri di un cane, questo senso di aspettativa può essere scomposto in un immagine Mnemonica che è una delle basi del processo di apprendimento Talking Dog.

L’immagine mnemonica del cane

 

Per Immagine Mnemonica si intende un immagine visiva nella mente del cane che, per autoapprendimento naturale e non, viene fissata radicalmente in maniera del tutto indipendente attraverso le esperienze volontarie e non che ogni singolo cane vive durante l’arco della propria esistenza.

L’immagine Mnemonica è strettamente legata ai bisogni che il cane manifesta, ai comportamenti e all’apparato sensoriale.

Il ragionamento in base al bisogno

Riportiamo l’esempio di un cane che vive dentro casa e che prova il bisogno di fame ( bisogno primario di sopravvivenza), la sua mente inizierà nell’attimo esatto in cui prova quel bisogno ad elaborare l’immagine Mnemonica della scodella, del cibo, del frigorifero, dell’armadio dove riponete le crocchette.

Ma il bisogno vero e proprio di mangiare scompare non appena viene appagato e l’immagine Mnemonica viene messa in stand-by. Tutte le altre forme di approvvigionamento al di fuori del bisogno di mangiare reale sono comportamenti legati strettamente a stress, insoddisfazione, noia, competitività alimentare con altri individui.

Il cane in contatto con se stesso

Un cane competente non è soltanto un cane che esegue ordini, che non combina marachelle in casa, e che non mostra aggressività nei confronti dei suoi simili. Un cane competente è anche un cane in grado di entrare in contatto con i suoi sensi, con le sue emozioni, con le proprie sensazioni e saperle gestire.

Talking Dog si và ad inserire proprio lì, esattamente tra la sensazione che il cane prova in quel momento, il bisogno del mangiare ad esempio, ed il senso di aspettativa

Il loop di richieste

Durante i test condotti su vari soggetti di ogni età ed ogni razza, è stato notato che i soggetti che avevano seguito percorsi di addestramento ed erano stati abituati a ragionare in base alla sequenza ” stimolo–> risposta” erano tremendamente in difficoltà a mettere in moto l’immagine mnemonica che era in loro.

Al contrario i soggetti che non avevano mai svolto alcun tipo di attività, riuscivano egregiamente nel compito.

Come tutte le cose occorre pazienza, come detto in precedenza, una volta appagato l’istinto di sopravvivenza e in generale gli altri bisogni principali, il cane non necessità più di ripetere la richiesta in loop, se lo fa è perché ci sono altre situazioni che inducono questo comportamento.

Detto questo è stato necessario il dispositivo e il collegamento mnemonico soltanto al momento giusto, in modo tale che il cane avesse un immagine Mnemonica reale ( il pulsante ) da toccare quando vi era l’insorgere della sensazione del mangiare. Portiamo avanti l’esempio del cibo poiché è quello più facilmente immaginabile al lettore.

Ad esempio

Un cane è abituato a mangiare alle ore 19, tutto quello che abbiamo fatto è stato semplicemente spostare l’orario del pasto, magari preceduto da una lunga camminata o dopo una bella sessione di giuoco, alle 21 ad esempio.

Lavorando sui bisogni del cane, siamo riusciti a metterli in contatto con se stessi, il protrarsi del metodo per giorni 14 ha portato come risultato che i pulsanti sono sempre a vista del cane, e che il cane a necessità e in totale autonomia interagisce con il dispositivo, mettendo in moto tutta la sequenza Mnemonica che ne consegue.

Tutte le altre richieste sui bisogni primari che venivano protratte anche dopo aver appagato i bisogni del soggetto venivano semplicemente ignorate e mai accontentate.

Tutti i nostri cani sono cani che sanno perfettamente cosa vogliono, sono loro che ci chiedono di mangiare, di bere , di giocare , di dormire. Questo li tiene sempre allenati sotto il profilo mentale, la comunicazione è sempre efficace rapida ed istantanea, abbiamo riscontrato meno impulsività e più autocontrollo.

Questa è una parte della ricerca è stata svolta svolta in anni 2 di lavoro su un cane lupo cecoslovacco di 3 anni, fortemente condizionato all’agonismo ed estremamente impulsivo.

Abbandonate l’idea del cane che comanda l’uomo, se ci sono regole, disciplina, chiarezza e coerenza nessun cane mostrerà mai disfunzioni gerarchiche di alcun tipo.

Articolo tratto in parte da una ricerca di Antonio Autieri, cinofilo professionista, amante della mente del cane